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learning tower

La learning tower o torre d’apprendimento montessoriana. Uno strumento per la famiglia.

Quanto è bello entrare in quegli spazi fatti apposta per i bambini, con lavandini fatti a loro misura che gli lasciano la possibilità di lavare i piatti, di riempire le brocche.
Le prime volte che sono entrata in una Casa dei Bambini, cioè una scuola dell’infanzia in cui si applica il metodo Montessori, mi sono emozionata nel vedere le piccole scope, palette, stendini per i panni a loro misura… Però è anche vero che non sempre a casa possiamo ricreare lo stesso ambiente. La casa è uno spazio di tutti, e da tutti deve essere vissuto.

Nini parte proprio da questo, cercare di portare l’approccio Montessori tra le mura di casa e aiutare i genitori in questo nuovo compito, così cambiato nel tempo.

Siamo partiti dai lettini, dai tavolini, dalle seggioline, ma come aiutare il bambino ad aiutarci e a fare da sé nella cucina, uno spazio così tipicamente disegnato da e per gli adulti? Non poteva mancare quindi nel nostro catalogo anche la torre di apprendimento, generalmente chiamata torre montessoriana, non perché sia stata Maria Montessori a pensarla ma perché a lei si ispira per funzionalità.
E allora ne parliamo un po’ di più con voi, perché da molti di voi è venuta la richiesta di pensarne una bella e funzionale come è proprio dei mobili di Nini.

Innanzitutto, per chi ancora non l’avesse incontrata:

Che cos’è una torre d’apprendimento o montessoriana?

La learning tower è un rialzo che permette ai bambini anche molto piccoli di arrivare all’altezza di un lavandino o un pianale da adulto in tutta sicurezza. Si tratta infatti di un’alzata, una specie di sgabello, che però ha una protezione di lato e dietro la schiena così che il bambino può lavorare lavorare in piedi accanto all’adulto senza paura di cadere. Ha solitamente un altezza di circa 90 centimetri  in modo da potere posizionare la torre a ridosso di un mobile come il bancone da cucina.

learning tower

A cosa serve una torre d’apprendimento e perché viene detta montessoriana?

La torre d’apprendimento viene chiamata montessoriana perché favorisce l’autonomia del bambino che può salire e scendere da solo e quindi sperimentare alcuni esercizi in libertà, come riempire una brocca d’acqua, lavare un bicchiere o cucinare su un piano adeguato. Accresce le sue competenze attraverso il processo di imitazione dell’adulto, il quale al suo fianco gli insegna come procedere nelle sue attività senza avere la preoccupazione che possa cadere o farsi male.

La torre di apprendimento aiuta anche i genitori, perché permette al bambino di aiutarli e di impegnarsi in un momento in cui hanno bisogno di avere le mani libere e di occuparsi ad esempio della cena o di recuperare un ingrediente senza lasciare il bambino in una situazione di pericolo.

La learning tower cos’ha in più di uno sgabello o di una scaletta o di un seggiolone?

Lo abbiamo chiesto direttamente a chi della nostra community l’ha usata.

“Io la uso per cucinare i bambini arrivano all’altezza del piano e possono cucinare con me. Questa cosa per esempio non funziona con il seggiolone perché nella maggior parte dei casi non gli permette di lavorare sul piano. Infatti seduti hanno meno mobilità.

È meglio di uno sgabello perché è più sicura, non ha rischio di ribaltamento. Io posso lasciarli sulla torre e posso andare a prendere una pentola un altro ingrediente o occuparmi di un altro compito. Per esempio mia foglia lava l’insalata mentre io lavoro al piano cottura. Ci ha permesso di fare le torte, i biscotti, e di passare un buon tempo insieme soprattutto quando dovevamo stare tutti a casa. Noi la usiamo specialmente al piano cucina, ma i bimbi la usano anche come scaletta per prendere oggetti in alto.” Ci racconta Chiara.

A che età si può usare una torre Montessori?

L’età ideale per usare la Learning tower è dall’anno e mezzo in poi, fino a 4 o 5 anni, a seconda dell’altezza e delle abilità dei bambini. 

learning tower

E Salila, la torre di Nini cosa ha in più?

Come sapete noi di Nini cerchiamo di fare sempre oggetti che rispettino un certo approccio educativo, ma che si possano anche usare nel tempo, perché favorire il riuso degli oggetti, principio cardine per favorire la sostenibilità ambientale.

Così come il letto Ninnanì diventa libreria e la seggiolina Dindola diventa dondolo, anche Salila ha più funzioni. Può essere infatti divisa in modo da dare vita a due sedute da adulto, per due ospiti in più, per quando torneremo a stare tutti intorno a un tavolo insieme!

token economy

Urge costruire insieme una nuova organizzazione familiare!!! Dopo un paio di settimane di isolamento, tra bambini in pigiama fino a tardi, ritmi incerti e necessità di lavorare da casa, si inizia a dare di matto! Qui ci vuole una soluzione, ci siamo dette. E così abbiamo pensato a come dare a tutta la famiglia un’organizzazione ad hoc per l’era del coronavirus.

Un’organizzazione familiare aiuta la convivenza forzata

Per la prima volta nelle famiglie ci si ritrova TUTTI insieme TUTTO il giorno. Una vera e propria convivenza forzata, alle prese con giornate lunghe, non strutturate. Tutti abbiamo le stesse esigenze: organizzare il tempo, essere operativi e produttivi (soprattutto per chi deve anche lavorare o studiare), non annoiarsi e scaricare un po’ di energie e tensione che inevitabilmente si accumulerà.

Così Paola ed io ci siamo messe di buon lena a fare riunioni familiari e cartelloni tutti insieme, come ci insegna il Reggio Emilia Approach. Non c’è nulla di meglio che una bella assemblea e delle decisioni prese tutti insieme perché le regole siano davvero seguite e condivise. Ognuno ci mette del suo, dai piccoli ai grandi, con le lezioni di yoga, i passatempi, un po’ di TV, il disegno, i compiti e la cucina.

Ma per strutturare una routine settimanale e delle regole di convivenza davvero di aiuto per tutti avevamo bisogno prima di qualche consiglio di base.

E chi meglio di Giulia Albino, psicologa pediatrica e consulente di Nini, per darci una mano a strutturare un’organizzazione familiare ottimale? E a focalizzare delle buone regole di convivenza, che siano davvero di aiuto per tutti…

L’abbiamo chiamata e vi riportiamo qui sotto il suo vademecum per un’organizzazione familiare ottimale.

Mantenere un ritmo sonno veglia regolare

Questo è importante per mantenere costante il ritmo delle giornate, perché ahimè, non siamo in vacanza!

Se si sfasa il ritmo cicardiano si crea un irregolarità che non funziona e rende tutti più irascibili e tesi. Pensavamo di semplificarci la vita con orari più liberi e ci ritroviamo invece a combattere con irritabilità. Quindi la prima regola, che regola il sonno e la veglia,deve essere difesa per potere mantenere anche tutte le altre routine.

Perché senza routine non ci sarà più organizzazione, e sarà difficile essere costruttivi. Non sempre è semplice, lo sappiamo bene, Netflix è una tentazione per fare le ore piccole. Questa regola di base è davvero importante per il benessere di ognuno, indipendentemente dalla presenza bambini o meno in casa.

Mantenere una routine familiare sul modello di quella pre-quarantena

Esattamente come per il ritmo sonno-veglia, anche l’orario dei pasti, l’ordine della camera, la routine nel vestirsi e nel lavarsi. Sono tutti aspetti da non trascurare! I consueti ritmi contribuiscono a un equilibrio psicologico necessario per vivere tutti in casa e per affrontare lo stress emotivo e psicologico della quarantena.

Questi due primi punti sono importanti per tutti, adulti e bambini, famiglie numerose e single. Anche se tutti ci siamo ritrovati nei primi giorni a indossare pezzi di pigiama sparsi, lo smart working non si può fare in pigiama!

Per questo noi adulti per primi dobbiamo dare il buon esempio e prepararci come se stessimo per uscire di casa e andare lavorare (e non importa se si cambia solo stanza!).

La settimana giorno per giorno

Per un’utile un’organizzazione familiare settimanale

Ai bambini piace mantenere sempre il calendario chiaro ed è importante la scansione delle giornate per avere la sensazione dello  scorrere del tempo. Quindi è importante aiutarli, facendogli presente che giorno è: Oggi è martedì… Oggi è venerdì…

Proprio per mantenere quell’organizzazione mentale di cui si parlava sopra è utile avere un ritmo più con orari e attività più definite, mentre il fine settimana si potrà godersi un po’ più di libertà, se non fisica almeno mentale e concedersi qualche ora in più in pigiama senza troppe costrizioni.

Gioco libero tutti insieme e giornate molto meno strutturate sono le parola d’ordine per i weekend.

Questo aiuterà i genitori che lavorano da casa e che avranno bisogno di essere produttivi nei giorni feriali, facendo capire ai bambini quando possono disturbarli e quando meno.

Tempi e compiti per tutti

Nei giorni feriali è importante darsi degli obiettivi e dei compiti chiari, da portare a termine in un orizzonte temporale definito. Per non perdere di vista l’obiettivo, il tempo dovrà essere limitato, altrimenti si entrerà in un circolo vizioso fatto di rimandi e dispersioni.

In questa situazione particolare, il rischio di procrastinare e non avere la motivazione a terminare il compito nel tempo stabilito è molto alto.

Nini a casa

Importantissimo: ogni attività non deve superare il tempo prestabilito.

Allora perché non giocare con il tempo nelle situazioni più complesse? Magari con l’uso di un timer, o di un orologio, fonte sempre di curiosità dei bambini, si può evitare che una sola attività caratterizzi tutta la giornata, determinando  la fine della routine (con tutte le implicazioni psicologiche che ne derivano).

Non avere paura di sporcarsi e pasticciare un po’ più del solito

Nell’organizzazione familiare settimanale individueremo anche il tempo per le pulizie tutti quanti insieme…e sarà il momento più atteso!

Le attività di vita pratica, infatti, sono importantissime per i bambini, per mettersi alla prova, allenare la coordinazione e la motricità, sentirsi grandi e utili.

Anche mettere in ordine è importante, soprattutto se si passa così tanto tempo a casa.  La cassapanca Pepetta sarà sicuramente molto utile, in questo caso però come parte del guardaroba, visto che le scarpe per uscire non le useremo per un po’. :)

Fare qualcosa insieme in famiglia

È importante trovare il momento della giornata in cui si farà un’attività divertente tutti insieme!

Noi per esempio, abbiamo un appuntamento fisso che ci impone di mollare tutto: la nostra mezzora di ginnastica in salotto. È un modo per svagarci, divertirci e scaricare le tensioni della giornata. Stendiamo il tappetino, accediamo un po’ di musica e un’app per tenersi in forma (ormai è pieno di app, lezioni on-line, appuntamenti virtuali di yoga, pilates, ecc…) e via!

Per noi è la ginnastica, ma potrebbe essere tante altre cose: cucinare, fare un dolce, un gioco di società…..qualcosa che sostenga il nostro bisogno di socializzazione e di comunità, entro i limiti stabiliti delle mura domestiche.

L’importanza di stare da soli

Se stare insieme è importante, altrettanto lo è  trovare un momento e uno spazio per stare da soli con se stessi. Per noi adulti può essere la sera, magari mentre i bambini guardano un po’ di TV o già dormono. Per i bimbi più grandi può essere il momento del riposino del fratello minore nel pomeriggio. Insomma, tutti hanno bisogno del loro momento per rilassarsi e recuperare un momento intimo.

L’importanza della noia per imparare a giocare.

In questi giorni si sente spesso parlare dell’importanza della noia. Non bisogna avere paura che i bambini si annoino.

Questo perché la noia stimola la creatività e la fantasia. Il gioco libero permette ai bambini di perdersi nel loro mondo fantastico, di immaginare e lasciar volare la fantasia, di creare mondi nuovi.

La nuova routine familiare nell’era del coronavirus

La panchetta Pepetta permette di concentrarsi sul lavoro delle allacciature.

Come fare a rispettare la nuova organizzazione familiare?

L’organizzazione della giornata e la creazione della routine deve essere concepita come un progetto che si condivide, per il benessere di tutti. Visualizzare questo progetto, la scansione dei tempi e degli obiettivi è molto importante per i bambini, e non soltanto per i più piccoli. E’ molto utile fare tutti insieme un cartellone che permetta a noi e ai bambini di avere sempre a colpo d’occhio il nostro andamento per individuare le attività che sono state decise insieme.

La nuova organizzazione familiare, infatti, si deve poter visualizzare.

A fine giornata può essere utile segnare insieme con una X quello che siamo riusciti a fare, in modo da rinforzarci nei successi e capire cosa abbiamo trascurato.

Se diventasse difficile far rispettare tempi e attività, il tabellone ci potrebbe anche aiutare a creare una sorta di premiazione, secondo il sistema di Token Economy. Si tratta di preparare dei “gettoni” da consegnare ai bimbi dopo ogni attività svolta, accumulando punti in modo da avere un premio,o rinforzo, a fine giornata. Il premio potrà poi essere la possibilità di scegliere un’attività da svolgere insieme, di decidere una pietanza del menù, di andare a dormire 15 minuti dopo…

era del coronavirus

Il sistema di Token Economy permette di capire se abbiamo raggiunto gli obiettivi della giornata e se abbiamo svolto i nostri compiti.

Un regalo Montessori Natale 2019…👉Ecco il programma del nostro show room Nini, naticonleali per Natale 2019 e per il 2020! Mobili Montessori e molto di più.
🎁🎁🎁Saremo aperti tutta la settimana, compresi sabato e domenica fino a Natale. 🎅🎅🎅

Regali:

Nel nostro piccolo show room, oltre ai nostri mobili per bambini di ispirazione Montessori, potrete trovare alcune piccole idee regalo:
🍽Le tovagliette, o placemat, un progetto in collaborazione con OfficineAdda.
🧻I fasciatoi portatili, da attaccare alla borsa o al passeggino.
🌿I sacchettini di fibra d cocco con i semini di menta, da seminare e curare a casa.
🥳I nostri “kit festa” da regalare ai vostri invitati: set di matite e piccolo album da disegno, il kit SOS per andare al ristorante con i bambini evitando il tablet.

Baby-book-crossing:

Venerdì 6 dicembre inaugureremo il nostro 🤓baby-book-crossing, che ospiteremo nella nostra libreria frontale Leggola!
Se i vostri bimbi stanno crescendo e vi siete stufati dei soliti libri, venite a scambiarli da noi. Lasciate il vostro libro e prendetene uno a vostra scelta!

Corsi e laboratori:

👉È anche uscito il programma dei laboratori per i primi mesi del 2020!

💭💡Abbiamo un sacco di idee che ci frullano per la testa! Abbiamo in programma 4 laboratori per i più piccoli: 2 saranno in collaborazione con OfficineAdda, altri 2 saranno all’interno di 2 eventi più strutturati a gennaio e marzo, in cui il nostro show-room ospiterà delle presentazioni e interventi di alcuni esperti in fatto di infanzia: di nutrizione, di psicologia, di educazione e naturalmente sul metodo Montessori.
Ecco il calendario dei nostri laboratori:

– 🌟25 o 26 gennaio: Il tavolo luminoso: i mille usi nel metodo Reggio Children. Laboratorio per i bambine e le bambini e interventi di esperti per i genitori durante il week end.

🎭15 febbraio: Colora e decora la tua maschera di carnevale.

– 🌟21 o 22 marzo: Il tavolo luminoso: i mille usi nel metodo Reggio Children. Laboratorio per i bambine e le bambini e interventi di esperti per i genitori durante il week end.

– 🐇28 marzo: Decorazione della carta con rullo e biglietti d’auguri personalizzati. Aspettando la Pasqua.

– 🥦18 aprile Le rose nell’insalata, laboratorio ispirato a Munari.

Che ne dite del nostro programma per Natale 2019 e per il 2020? Nini, nati con le ali, sono mobili Montessori…e molto di più.

giocare coi colori

I libri che consigliamo possono essere di spunto per sperimentare e giocare con i colori, mischiarli, sovrapporli anche sul nostro Tavoluccico, il tavolo luminoso! Questo piano luminoso per bambini e bambine si ispira a quelli realizzati negli atelier creativi delle scuole di Reggio Emilia.

Il primo è un grande classico della letteratura per l’infanzia, Piccolo blu e piccolo giallo, di Leo Lionni. Una bella storia di amicizia fra due pallini, uno blu e l’altro giallo, che quando si abbracciano diventano verdi, tanto che le rispettive famiglie non sanno riconoscerli. Sembra un libro spensierato e anche un po’ stupido, ma improvvisamente diventa profondo e impegnativo. Confesso che alla prima lettura sono rimasta spiazzata. Soprattutto nel momento, degno di una tragedia greca, in cui i genitori non riconoscono i figli! Ma state tranquilli, bambine e bambini non si impressionano tanto quanto una mamma! Sfiora temi come diversità, identità, accoglienza… che sta all’adulto presentare al bambino durante la lettura, quando è il momento… Con i più piccoli, invece, il libro è un ottimo strumento per approcciare i colori primari e i derivati, le sovrapposizioni, le mescolanze, magari proprio giocando su un piano luminoso per bambini.

Il secondo libro per bambini è una scoperta recente, di Javier Sáez Castán, La merienda del señor Verde. Un giorno il signor Verde invita a casa sua il signor Giallo, il signor Blu, il signor Porpora ecc… e con loro apre una porta misteriosa che li conduce a un mondo multicolore. Un testo un po’ magico, in cui i personaggi, dopo un iniziale disorientamento, faranno insieme scorpacciate di marmellate di tutti i colori (e sapori). I personaggi si ispirano poeticamente agli esseri umani dipinti da René Magritte.

Infine, un terzo libro che suggeriamo è Il corpo umano. Scheletro, muscoli e organi: un caleidoscopio di colori.
Questo volume, per bambini più grandi, è decisamente complesso, ma molto interessante. Disegni del corpo umano, intricatissimi e incomprensibili a occhio nudo, si svelano ancora una volta nel giocare coi colori: con l’osservazione attraverso lenti colorate.

bambino gioco sviluppo

Gioco e sviluppo del bambino sono strettamente connessi. Un bambino che gioca, infatti, osserva, sperimenta, scopre, ascolta, si relaziona. Di conseguenza, cresce. Abbiamo intervistato un’educatrice specializzata in psicomotricità per capire come funziona questo meccanismo.

Gioco e sviluppo

 

Quando nasce un figlio, l’idea di potere ricominciare a giocare può essere entusiasmante. Chi pensa alla pista delle macchinine, chi alle Barbie e chi ai Lego. Chi si dice “finalmente potrò comprare il Dolce-forno Harbert e capire come funziona”!

Quando arriva il momento però si capisce che la scelta dei giochi è una scelta educativa, dal momento che gioco e sviluppo del bambino sono strettamente connessi. La scelta dei giochi come oggetti da comprare o regalare, ma anche l’attività di giocare con i propri figli e le proprie figlie, a casa o all’aperto. Perché un bambino, quando gioca, cresce: impara dall’immedesimazione, dall’immaginazione, dall’empatia, dalla sperimentazione.

Noi amiamo giocare, e lo facciamo anche con i nostri mobili, quindi ci siamo interrogate molto su questo tema. E ne abbiamo parlato con Natalia De Armas, un’educatrice specializzata in psicomotricità.*

Maria Montessori diceva che ‘il gioco è il lavoro del bambino’, cosa significa per te?

Il gioco è alla base della conoscenza, perché è il principale strumento di espressione dei bambini, da cui acquisiscono nozioni su se stessi, gli altri e il mondo.

Il gioco insegna a apprendere, a orientarsi nello spazio e nel tempo, a manipolare e costruire, a stabilire relazioni e a comunicare. Ma non solo. Il gioco consente di comprendere e capire il proprio corpo in relazione agli altri e allo spazio. È quindi un elemento privilegiato e indispensabile per lo sviluppo integrale del bambino perché include la dimensione motoria, cognitiva, affettiva e sociale.

Quando il bambino gioca con l’adulto

 

La condivisione di alcuni momenti di gioco durante la giornata con una persona adulta, sia esso genitore o un’altra figura come un insegnante un nonno o altro parente, è molto importante.

Sappiamo bene che i ritmi della società ci impongono una riduzione del tempo dedicato al gioco condiviso, libero da distrazioni come cellulare, televisione o lavoro, ma gli adulti rimangono un punto di riferimento fondamentale per i più piccoli.

È l’adulto, infatti, che deve garantire le condizioni di sicurezza dello spazio e dei materiali dedicati al gioco, ma anche la trasmissione di conoscenza. Un bambino piccolo ha bisogno di momenti in cui essere accompagnato da un adulto nel gioco. Ciò gli è necessario per acquisire sicurezza, capire l’importanza delle regole, imparare a relazionarsi con l’altro.

Crescendo diventerà sempre più importante la relazione e il gioco con i coetanei, imparando il confronto alla pari, la condivisione e la gestione del disagio e della rabbia.

Quando il bambino gioca da solo

 

D’altro canto, però, i bambini per crescere devono anche imparare a giocare da soli. Senza la costante presenza di qualcuno che li aiuti possono sviluppare strumenti e sistemi per non annoiarsi.

Ed è vero, infatti, che la noia stimola la fantasia! Perché aiuta l’immaginazione e il libero fluire di pensieri, allenando la creatività.

Una caratteristica del nostro design è l’attenzione agli stimoli. Ma per farlo abbiamo scelto materiali e forme semplici. Per un’attenzione alla sostenibilità, ma anche perché ci sembrava la scelta più adeguata.  

Sembra quasi una contraddizione, ma forse materiali più tecnologici potrebbero stimolare di più il bambino?

Il mondo è in continua evoluzione tecnologica, ma questa tecnologia non è strettamente necessaria per i bambini, almeno fino ai 6 anni.

I giochi non tecnologici e non figurativi, che lasciano lo spazio alla fantasia, allo sviluppo delle proprie inclinazioni, che risvegliano immaginazione e creatività, sono strumenti ben più adeguati.

Viva i giochi semplici!

 

Del resto ci ricordiamo anche noi che da piccoli una scatola poteva essere un’auto, un aereo, un nascondiglio. Una sedia o un tavolo potevano diventare una grotta, una casa o un treno**. Un libro senza testo, che contiene solo immagini, può raccontare tante storie quante le persone che lo leggono.

Il bambino che gioca sta crescendo, ma quanti e quali giochi servono per crescere?

Molto spesso crediamo che siano necessari molti giochi, ma le cose di tutti i giorni possono far giocare i bambini per ore e ore. Alcuni semi, un po’ di terra, una pentola, un tavolo, un panno, una corda o il letto stesso del bambino. Basta poco a liberare creatività e fantasia, favorendo lo sviluppo nel suo complesso. Sperimentare e giocare con la luce, le forme e i colori, può essere un’attività educativa dai mille risvolti.

Al contrario, invece, sta aumentando l’uso di giochi in cui i bambini sono semplicemente spettatori, o che cercano di stimolare precocemente i bambini.

Non esagerare con giochi tecnologici e iper stimolanti

 

Sdraiette autovibranti, giochi dai mille suoni e musichette, luci colorate, rendono il bambino passivo e contribuiscono a creare dipendenza. Per i bambini che utilizzano questo genere di giochi, sarà più facile annoiarsi senza uno stimolo sonoro o visivo a portata. Avremo sempre più a che fare con bambini in sovrappeso, con difficoltà comportamentali, con deficit di attenzione e altre difficoltà.

È giusto cercare di tranquillizzare a ogni costo i bambini particolarmente vivaci?

A volte il costante movimento del bambino manda in allarme i genitori, e si ricorre a stratagemmi per tenerli tranquilli. Tablet, televisione o altri strumenti tecnologici hanno il potere di “ipnotizzare” il bambino fin dalla tenera età. Un potere che, però, se non viene accuratamente “dosato”, può portare a dipendenza e incapacità di gestire tempo e gioco in assenza di questi mezzi.

Noi adulti dobbiamo ricordarci che non è sempre necessario contenere la vivacità. A volte possiamo seguire le cavalcate immaginarie dei nostri bambini e lasciarci travolgere! Può essere esaltante anche per noi, ricordandoci che così parteciperemo attivamente alla loro crescita, divertendoci.

 

*Natalia ha sviluppato la sua professione in ambito socio-educativo con bambini da 0 a 3 anni e le loro famiglie, offrendo workshop sul legame, il gioco e lo sviluppo psicomotorio in contesti di vulnerabilità sociale. Ha lavorato anche nell’area clinica con bambini dai 2 ai 16 anni di età con difficoltà scolastiche, motorie, relazionali e comportamentali e diverse patologie come la sindrome di Down, l’agenesia del corpo calloso, il disturbo dello spettro autistico, eccetera.

**a questo proposito leggete La sedia blu, ed. Illustrata Babalibri di Claude Boujon.

libreria montessori

Perché una libreria montessori, frontale, nella cameretta, può essere uno stimolo importante per il bambino?

Perché gli propone i libri, fin dalla più tenera età, come compagni di gioco: riconoscibili, familiari, accessibili. In questo modo i libri diventeranno compagni di crescita importanti, fonte di conoscenza, ispirazione e immaginazione.

L’importanza della lettura nella prima infanzia.

Molti studi scientifici dimostrano quanto sia importante la lettura per i bambini, per sviluppare attenzione, empatia, curiosità. Aiuta a sviluppare il linguaggio, arricchisce il vocabolario. Ma, a parte la scienza…

Leggere con i propri figli è bello!

Abbracciarli e ritrovare quel momento di intimità, quando loro si lasciano cullare dalla tua voce e tutti insieme si va alla scoperta di una nuova dimensione, che aiuta la tranquillità, la concentrazione e crea un linguaggio comune.
Per noi questo è un momento quotidiano molto prezioso, e a dirla tutta anche una strategia nei momenti di crisi familiare quando i decibel superano la soglia della tolleranza e la situazione sembra sfuggirci di mano.

Impugnare un libro diventa un’arma a favore del relax, della concentrazione, della tranquillità.

Leggere e rileggere tante volte.

Ogni bambino ha i suoi libri preferiti che conosce a memoria: rileggere la stessa storia infinite volte tranquillizza, aiuta la comprensione e l’elaborazione dei concetti.

La ripetizione è il segreto della perfezione.

Lo diceva già Maria Montessori in La scoperta del bambino. Fare e ripetere per il bambino è fondamentale, sia nelle azioni, che piano piano acquisiranno sicurezza e saranno sempre più precise, sia nell’ascolto e nella lettura.

Mano a mano, rileggendo, sfogliando, osservando le illustrazioni, il libro acquisirà per il bambino sempre più significato.

Nella nostra serie di mobili non poteva mancare Leggola, la libreria montessori.

La libreria frontale è uno strumento indispensabile per i bambini non ancora capaci a leggere, perché possono scegliere autonomamente i libri guardando la copertina. È infatti un mobile che si trova in tutte le scuole dell’infanzia e negli asili nido.

Sfruttando la sua forma abbiamo pensato di rendere la nostra libreria montessoriana veramente tridimensionale, con qualcosa in più, dando la possibilità di un utilizzo del retro.
Davanti l’immaginazione parte dai libri, dietro parte dal gioco simbolico: una casetta per le bambole, o un garage, o una fattoria…per immaginare altre storie.

Autonomia e sicurezza.

L’esercizio dell’autonomia è importantissimo, scegliere da soli fa sentire grandi, consapevoli. Spesso infatti i cosiddetti “capricci” dei bambini sono semplicemente desideri di autonomia non realizzati. La possibilità di avere un mobile alla propria misura, accessibile e sicuro, permette ai bambini di realizzare il loro desiderio di autonomia, lasciando ai genitori la tranquillità della sicurezza.

cameretta montessori

Le filastrocche e le cantilene aiutano la memoria e la concentrazione, e aiutano a imparare parole nuove, anche in lingue straniere.

Ecco le filastrocche della nostra community!

 

Row, row, row your boat
Gently down the stream,
Merrily merrily, merrily, merrily
Life is but a dream

Row, row, row your boat
Gently down the brook,
If you catch a little fish
Please let it off the hook

———————–

Round and round the garden
Chasing teddy bears.
One step, two step,
Three step, tickley everwhere!
Round and round the mulberry bush,
Like a little hare,
One Step, two step,
Tickly under there!

——————-

Mary, Mary, quite contrary,
How does your garden grow?
With silver bells, and cockle shells,
And pretty maids all in a row.

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Twinkle, twinkle, little star,
How I wonder what you are!
Up above the world so high,
Like a diamond in the sky.

When this blazing sun is gone,
When he nothing shines upon,
Then you show your little light,
Twinkle, twinkle, through the night.

Then the traveller in the dark
Thanks you for your tiny spark;
He could not see where to go,
If you did not twinkle so.

In the dark blue sky you keep,
And often through my curtains peep,
For you never shut your eye
Till the sun is in the sky.

As your bright and tiny spark
Lights the traveller in the dark,
Though I know not what you are,
Twinkle, twinkle, little star.

———————–

Ainsi font, font, font,
Les petites marionnettes,
Ainsi font, font, font,
Trois p’tits tours et puis s’en vont.

Les mains aux côtés,
Sautez, sautez, marionnettes,
Les mains aux côtés,
Marionnettes, recommencez.

Mais elles reviendront,
Les petites marionnettes,
Mais elles reviendront,
Quand les enfants dormiront.

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Tombolo Dondolo sul muro sedeva,
Tombolo Dondolo dal muro cadeva;
e non bastarono a metterlo in pié
tutti gli uomini e i cavalli del Rè.

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Dondola dondola il cavallino
porta in sella l’allegro bambino
insieme cavalcano verso il tramonto
e si preparan per il giro del mondo,
insieme cavalcano incontro alla sera
attraversano i monti e la selva più nera.
In mezzo al deserto o nel mare aperto fra cow – boys ed indiani
nei villaggi africani
o fra le rovine degli antichi egiziani,
in mezzo alle umide risaie cinesi
visitano insieme civiltà e paesi.
Sfidano mostri, stregoni e draghi
grazie a pozioni di potenti maghi
ed ogni avventura è una grande occasione
per far correre libera l’immaginazione.

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il cavallo del vecchietto va zoppetto, va zoppetto
il cavallo del giovanotto va a trotto, va a trotto
il cavallo del mio compare come il vento sa … volare!!

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C’era una volta il tonnetto Totonno
che ogni mattina cascava dal sonno,
mentre la sera per farlo dormire
la mamma tonna doveva impazzire.
Il babbo tonno con voce profonda
cantava ninna sul ritmo dell’onda,
ma un occhio solo chiudeva Totonno
mentre suo padre moriva di sonno.

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Su su su cavalo
La mama è andata al balo
Con le tetine piene
Per darle a le putele
Le putele no le vol
Pichete pachete sul culon!

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Trotta trotta cavallino
per la strada del mulino
il mulino non c’è più
trotta trotta cadi giù!

letto montessoriano basso

Perché un letto montessoriano basso senza sbarre?

Ricordo che la pancia iniziava a farsi vedere, e con due gemelli sarebbe davvero esplosa.

Come si organizza la vita con due gemelli neonati? E la nanna?

Già iniziavo a pensare a dove farli dormire. Fu così che mi avventurai alla ricerca di soluzioni… E fu così che, molto semplicemente, scoprii che mia madre aveva messo mio fratello su un materasso a terra, una sorta di futon, perché altrimenti cercava di scavalcare le sbarre del lettino. D’altronde anche Maria Montessori lo diceva: con il materasso a 20 cm da terra il bambino, anche piccolissimo, ha l’autonomia di salire e scendere dal letto senza pericoli.

Un lettino basso è sicuro?

In effetti i bambini appena possono scavalcano, nel loro desiderio costante di autonomia, libertà e sperimentazione. E cadere dalla sommità di un lettino con le sbarre può diventare una brutta avventura.

Certo, con il primo figlio c’è il timore di non sapere individuare i pericoli, di non essere in grado di proteggerlo. Ma analizzando la nostra casa e la loro cameretta ci siamo accorti che non c’erano grandi pericoli e che sicuramente, una volta scesi dal loro lettino, si sarebbero diretti da noi. Quindi la cosa importante è stata rendere sicuro il tragitto fra la loro cameretta e la nostra.

Mettere al mondo un figlio è come buttare il cuore oltre l’ostacolo e quindi…perché no? È bella l’idea di non avere barriere, abbiamo pensato. Un bel messaggio per il domani.

Il letto Montessori, da che età?

Cercando di superare un certo timore, abbiamo deciso di provare. I gemelli avevano 10 mesi e sapevano gattonare entrambi, quindi si sentivano in grado di arrivare ovunque e di superare tutti gli ostacoli!

Così ci siamo organizzati, abbiamo adattato la casa ai nuovi arrivati, qualche ritocco e poche altre accortezze per eliminare i pericoli ad altezza bimbo… Una lucina notturna e la porta della cucina rigorosamente chiusa!

Per noi è stata una grande gioia aver scelto un letto montessoriano basso, per poter sedere accanto a loro leggendo la storia della buona notte senza filtri, senza ostacoli da superare, senza sbarre su cui chinarsi. Addormentarli insieme era semplice: seduti su una panchetta, una mano per uno, o un libro letto fino alla nanna.

Nel lettino basso i bambini sono liberi di entrare e uscire, dunque, ognuno secondo la propria personalità. Uno dei miei figli quando aveva bisogno gridava per chiamarci da lui, l’altra invece ci raggiungeva gattonando o dormiva filato tutta la notte.

letto montessoriano basso

La scelta giusta!

Per noi è stata la scelta giusta! La conferma è arrivata una mattina in cui proprio non riuscivamo ad alzarci dalla stanchezza, abbiamo visto i gemelli arrivare verso il lettone. Vera, 10 mesi, era andata a prendere il fratello, per farlo smettere di piangere. Li ho visti così, che gattonavano verso di me. E allora ho pensato di aver fatto la scelta perfetta per noi.

Elena

 

Ninnanì è un lettino montessoriano evolutivo, ovvero un lettino basso, con un’apertura comoda sul fondo e le sponde morbide per non cadere di lato, secondo le indicazioni del metodo Montessori. Ma c’è anche qualcosa di più, come in ogni arredo creativo Nini Design: il nostro letto per bambini e bambine, così basso e comodo per raccontarsi storie, quando il cucciolo cresce, si trasforma in una libreria per la cameretta!

“Il fatto è” è un libro per bambini, un allegro racconto cadenzato e ripetitivo, una storia semplice di animali e amicizia, che racconta di una paperetta coraggiosa che preferisce affrontare il lupo cattivo piuttosto che fare ciò che le viene imposto…per poi cambiare idea appena rimane libera di scegliere da sola!
“Il fatto è” è anche un libro per i genitori. Ci racconta quanto sia ostinata la voglia di indipendenza nei bambini, e ci ricorda qual è il modo migliore per affrontarla: non insistere e lasciarli liberi di provare!
“Il fatto è, di Gek Tessaro, edizioni Lapis.