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Urge costruire insieme una nuova organizzazione familiare!!! Dopo un paio di settimane di isolamento, tra bambini in pigiama fino a tardi, ritmi incerti e necessità di lavorare da casa, si inizia a dare di matto! Qui ci vuole una soluzione, ci siamo dette. E così abbiamo pensato a come dare a tutta la famiglia un’organizzazione ad hoc per l’era del coronavirus.

Un’organizzazione familiare aiuta la convivenza forzata

Per la prima volta nelle famiglie ci si ritrova TUTTI insieme TUTTO il giorno. Una vera e propria convivenza forzata, alle prese con giornate lunghe, non strutturate. Tutti abbiamo le stesse esigenze: organizzare il tempo, essere operativi e produttivi (soprattutto per chi deve anche lavorare o studiare), non annoiarsi e scaricare un po’ di energie e tensione che inevitabilmente si accumulerà.

Così Paola ed io ci siamo messe di buon lena a fare riunioni familiari e cartelloni tutti insieme, come ci insegna il Reggio Emilia Approach. Non c’è nulla di meglio che una bella assemblea e delle decisioni prese tutti insieme perché le regole siano davvero seguite e condivise. Ognuno ci mette del suo, dai piccoli ai grandi, con le lezioni di yoga, i passatempi, un po’ di TV, il disegno, i compiti e la cucina.

Ma per strutturare una routine settimanale e delle regole di convivenza davvero di aiuto per tutti avevamo bisogno prima di qualche consiglio di base.

E chi meglio di Giulia Albino, psicologa pediatrica e consulente di Nini, per darci una mano a strutturare un’organizzazione familiare ottimale? E a focalizzare delle buone regole di convivenza, che siano davvero di aiuto per tutti…

L’abbiamo chiamata e vi riportiamo qui sotto il suo vademecum per un’organizzazione familiare ottimale.

Mantenere un ritmo sonno veglia regolare

Questo è importante per mantenere costante il ritmo delle giornate, perché ahimè, non siamo in vacanza!

Se si sfasa il ritmo cicardiano si crea un irregolarità che non funziona e rende tutti più irascibili e tesi. Pensavamo di semplificarci la vita con orari più liberi e ci ritroviamo invece a combattere con irritabilità. Quindi la prima regola, che regola il sonno e la veglia,deve essere difesa per potere mantenere anche tutte le altre routine.

Perché senza routine non ci sarà più organizzazione, e sarà difficile essere costruttivi. Non sempre è semplice, lo sappiamo bene, Netflix è una tentazione per fare le ore piccole. Questa regola di base è davvero importante per il benessere di ognuno, indipendentemente dalla presenza bambini o meno in casa.

Mantenere una routine familiare sul modello di quella pre-quarantena

Esattamente come per il ritmo sonno-veglia, anche l’orario dei pasti, l’ordine della camera, la routine nel vestirsi e nel lavarsi. Sono tutti aspetti da non trascurare! I consueti ritmi contribuiscono a un equilibrio psicologico necessario per vivere tutti in casa e per affrontare lo stress emotivo e psicologico della quarantena.

Questi due primi punti sono importanti per tutti, adulti e bambini, famiglie numerose e single. Anche se tutti ci siamo ritrovati nei primi giorni a indossare pezzi di pigiama sparsi, lo smart working non si può fare in pigiama!

Per questo noi adulti per primi dobbiamo dare il buon esempio e prepararci come se stessimo per uscire di casa e andare lavorare (e non importa se si cambia solo stanza!).

La settimana giorno per giorno

Per un’utile un’organizzazione familiare settimanale

Ai bambini piace mantenere sempre il calendario chiaro ed è importante la scansione delle giornate per avere la sensazione dello  scorrere del tempo. Quindi è importante aiutarli, facendogli presente che giorno è: Oggi è martedì… Oggi è venerdì…

Proprio per mantenere quell’organizzazione mentale di cui si parlava sopra è utile avere un ritmo più con orari e attività più definite, mentre il fine settimana si potrà godersi un po’ più di libertà, se non fisica almeno mentale e concedersi qualche ora in più in pigiama senza troppe costrizioni.

Gioco libero tutti insieme e giornate molto meno strutturate sono le parola d’ordine per i weekend.

Questo aiuterà i genitori che lavorano da casa e che avranno bisogno di essere produttivi nei giorni feriali, facendo capire ai bambini quando possono disturbarli e quando meno.

Tempi e compiti per tutti

Nei giorni feriali è importante darsi degli obiettivi e dei compiti chiari, da portare a termine in un orizzonte temporale definito. Per non perdere di vista l’obiettivo, il tempo dovrà essere limitato, altrimenti si entrerà in un circolo vizioso fatto di rimandi e dispersioni.

In questa situazione particolare, il rischio di procrastinare e non avere la motivazione a terminare il compito nel tempo stabilito è molto alto.

Nini a casa

Importantissimo: ogni attività non deve superare il tempo prestabilito.

Allora perché non giocare con il tempo nelle situazioni più complesse? Magari con l’uso di un timer, o di un orologio, fonte sempre di curiosità dei bambini, si può evitare che una sola attività caratterizzi tutta la giornata, determinando  la fine della routine (con tutte le implicazioni psicologiche che ne derivano).

Non avere paura di sporcarsi e pasticciare un po’ più del solito

Nell’organizzazione familiare settimanale individueremo anche il tempo per le pulizie tutti quanti insieme…e sarà il momento più atteso!

Le attività di vita pratica, infatti, sono importantissime per i bambini, per mettersi alla prova, allenare la coordinazione e la motricità, sentirsi grandi e utili.

Anche mettere in ordine è importante, soprattutto se si passa così tanto tempo a casa.  La cassapanca Pepetta sarà sicuramente molto utile, in questo caso però come parte del guardaroba, visto che le scarpe per uscire non le useremo per un po’. :)

Fare qualcosa insieme in famiglia

È importante trovare il momento della giornata in cui si farà un’attività divertente tutti insieme!

Noi per esempio, abbiamo un appuntamento fisso che ci impone di mollare tutto: la nostra mezzora di ginnastica in salotto. È un modo per svagarci, divertirci e scaricare le tensioni della giornata. Stendiamo il tappetino, accediamo un po’ di musica e un’app per tenersi in forma (ormai è pieno di app, lezioni on-line, appuntamenti virtuali di yoga, pilates, ecc…) e via!

Per noi è la ginnastica, ma potrebbe essere tante altre cose: cucinare, fare un dolce, un gioco di società…..qualcosa che sostenga il nostro bisogno di socializzazione e di comunità, entro i limiti stabiliti delle mura domestiche.

L’importanza di stare da soli

Se stare insieme è importante, altrettanto lo è  trovare un momento e uno spazio per stare da soli con se stessi. Per noi adulti può essere la sera, magari mentre i bambini guardano un po’ di TV o già dormono. Per i bimbi più grandi può essere il momento del riposino del fratello minore nel pomeriggio. Insomma, tutti hanno bisogno del loro momento per rilassarsi e recuperare un momento intimo.

L’importanza della noia per imparare a giocare.

In questi giorni si sente spesso parlare dell’importanza della noia. Non bisogna avere paura che i bambini si annoino.

Questo perché la noia stimola la creatività e la fantasia. Il gioco libero permette ai bambini di perdersi nel loro mondo fantastico, di immaginare e lasciar volare la fantasia, di creare mondi nuovi.

La nuova routine familiare nell’era del coronavirus

La panchetta Pepetta permette di concentrarsi sul lavoro delle allacciature.

Come fare a rispettare la nuova organizzazione familiare?

L’organizzazione della giornata e la creazione della routine deve essere concepita come un progetto che si condivide, per il benessere di tutti. Visualizzare questo progetto, la scansione dei tempi e degli obiettivi è molto importante per i bambini, e non soltanto per i più piccoli. E’ molto utile fare tutti insieme un cartellone che permetta a noi e ai bambini di avere sempre a colpo d’occhio il nostro andamento per individuare le attività che sono state decise insieme.

La nuova organizzazione familiare, infatti, si deve poter visualizzare.

A fine giornata può essere utile segnare insieme con una X quello che siamo riusciti a fare, in modo da rinforzarci nei successi e capire cosa abbiamo trascurato.

Se diventasse difficile far rispettare tempi e attività, il tabellone ci potrebbe anche aiutare a creare una sorta di premiazione, secondo il sistema di Token Economy. Si tratta di preparare dei “gettoni” da consegnare ai bimbi dopo ogni attività svolta, accumulando punti in modo da avere un premio,o rinforzo, a fine giornata. Il premio potrà poi essere la possibilità di scegliere un’attività da svolgere insieme, di decidere una pietanza del menù, di andare a dormire 15 minuti dopo…

era del coronavirus

Il sistema di Token Economy permette di capire se abbiamo raggiunto gli obiettivi della giornata e se abbiamo svolto i nostri compiti.

centenario Loris Malaguzzi NINI DESIGN

Qualche settimana fa a Reggio Emilia,  si è celebrato il centenario di Loris Malaguzzi, fondatore del metodo pedagogico delle scuole di Reggio Emilia, nato nel febbraio del 1920. Il programma radiofonico Fahrenheit di Rai Radio3 ha dedicato una puntata all’evento, che era intitolato :inveceilcentoc’è.

Fahrenheit ha voluto raccontare il centenario di Loris Malaguzzi attraverso le testimonianze di chi vive o ha vissuto la scuola Diana, la prima a sperimentare il suo approccio educativo. Le voci dei bambini e delle bambine di oggi che augurano a Loris buon compleanno, e riflettono sul fatto che ora il suo corpo non c’è fisicamente, ma Lui c’è, perché il suo spirito è presente nella scuola, ci hanno aperto gli occhi sul potere immaginativo dei bambini. E ci hanno fatto venire un po’ i brividi!

Centenario di Loris Malaguzzi:

non per commemorare ma per immaginare insieme

Ascoltare per radio bambini, insegnanti, atelieriste della scuola Diana, è stato molto interessante. Soprattutto quando abbiamo scoperto che alcuni bambini e bambine delle scuole di Reggio di ieri, insegnano nella scuola di Reggio di oggi. Questi protagonisti ci hanno parlato di nostalgia del futuro, che è un po’ quello che almeno noi di Nini sentiamo ora.

La celebrazione ha ricordato i valori della pedagogia di Loris Malaguzzi. Prima di tutto questo: nessuno può fare da solo, è necessaria una rete di persone, bambini e adulti, che lavorino insieme, che si prendano cura gli uni degli altri. Una comunità etica, nelle parole dello psicologo Howard Gardner.

I valori condivisi

Per Malaguzzi ogni bambino è portatore di diritti e potenzialità e cresce nella relazione con gli altri. I bambini delle scuole di Reggio Emilia già piccolissimi sperimentano molti modi di entrare in relazione, in un ambiente che li vuole liberi e protagonisti, una “scuola in movimento”.

Per esempio le “assemblee”, in cui imparano, insieme agli insegnanti, il rispetto, l’ascolto, i tempi del dialogo ma anche la progettazione. Oppure, ancora, il coinvolgimento nella preparazione del pranzo, il racconto delle storie (i più grandi ai più piccoli) nel tempo dedicato al riposo… Tutti i momenti della scuola sono importanti, perché il bambino conosce e impara il mondo anche in modo indiretto.

Il Reggio Children Approach

Insomma, tutto viene appreso giocando. “Niente senza gioia” è scritto all’ingresso della scuola Diana: la vita va vissuta con questo intento di gioco e di gioia.

Da questo pensiero, dunque, è nato un movimento internazionale, il Reggio Emilia Approach, che si è sviluppato e diffuso nel mondo, in 146 paesi. Molto più che in Italia. Ecco perché nel nostro piccolo show room di Roma spesso entrano turisti americani, inglesi, tedeschi esclamando “Reggio Emilia!”. E con sorpresa ed entusiasmo ci raccontano come hanno conosciuto questo approccio educativo.

I cento linguaggi dei bambini

Base del pensiero di Malaguzzi sono i cento linguaggi dei bambini, che sono portati a esprimersi e comunicare non solo attraverso la parola e la scrittura. I bambini infatti hanno innato un bagaglio creativo che permette loro di pensare “tenendo tutto interconnesso”, dai numeri alla corporeità alla fantasia…

Ecco perché Malaguzzi parlava di 100 linguaggi. La pittura, il movimento, la canzone, la luce, il colore e molti altri ancora sono canali di espressione dei bambini e strumenti che permettono loro di imparare. Un apprendimento non nozionistico ma sperimentale: esplorano, provano, scoprono…

Questa molteplicità di linguaggi per i bambini è una dote naturale, una potenzialità che emerge se si trovano nel luogo adatto in cui sono liberi di esprimersi e creare.

Tavolo luminoso - scuole Loris Malaguzzi

Il tavolo luminoso usato nelle scuole di Reggio Emilia

Gli Atelier nelle scuole di Reggio Emilia

Nelle scuole di Reggio sono stati pensati gli Atelier, che sono i luoghi, le situazioni per scoprire, sperimentare, inventare, capire. Le mani, il corpo e la mente sono chiamati a rendere visibili i pensieri.

L’atelierista e l’educatore, infatti, offrono alcuni stimoli, ma lasciano i bambini liberi di fare da soli e di esprimersi liberamente. Con il passare degli anni gli atelier hanno incluso, oltre alle attività artigianali, anche quelle digitali, utilizzando il mezzo digitale sempre in una modalità esplorativa e creativa. Quante invenzioni ne potranno nascere?

Proprio dagli atelier, noi di Nini abbiamo preso l’ispirazione per il nostro tavolo luminoso Tavoluccico, che, come nelle scuole di Reggio, porta a casa la luce come strumento di sperimentazione e scoperta. Possiamo sperimentare le trasparenze, la sovrapposizione dei colori, le consistenze dei materiali. Allora possiamo inventare sempre storie nuove, sovrapponendo, muovendo forme e inventando personaggi.

E invece il cento c’è

Siamo contente che Fahrenheit abbia portato agli ascoltatori di tutta Italia queste celebrazioni. Cento anni di una incredibile visione del bambino, della scuola e del futuro. Vi salutiamo con le parole stesse di Loris Malaguzzi che affermano in poche righe il suo pensiero: e invece il cento c’è.

IL BAMBINO È FATTO DI CENTO

 Il bambino
ha cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

Loris Malaguzzi

Un regalo Montessori Natale 2019…👉Ecco il programma del nostro show room Nini, naticonleali per Natale 2019 e per il 2020! Mobili Montessori e molto di più.
🎁🎁🎁Saremo aperti tutta la settimana, compresi sabato e domenica fino a Natale. 🎅🎅🎅

Regali:

Nel nostro piccolo show room, oltre ai nostri mobili per bambini di ispirazione Montessori, potrete trovare alcune piccole idee regalo:
🍽Le tovagliette, o placemat, un progetto in collaborazione con OfficineAdda.
🧻I fasciatoi portatili, da attaccare alla borsa o al passeggino.
🌿I sacchettini di fibra d cocco con i semini di menta, da seminare e curare a casa.
🥳I nostri “kit festa” da regalare ai vostri invitati: set di matite e piccolo album da disegno, il kit SOS per andare al ristorante con i bambini evitando il tablet.

Baby-book-crossing:

Venerdì 6 dicembre inaugureremo il nostro 🤓baby-book-crossing, che ospiteremo nella nostra libreria frontale Leggola!
Se i vostri bimbi stanno crescendo e vi siete stufati dei soliti libri, venite a scambiarli da noi. Lasciate il vostro libro e prendetene uno a vostra scelta!

Corsi e laboratori:

👉È anche uscito il programma dei laboratori per i primi mesi del 2020!

💭💡Abbiamo un sacco di idee che ci frullano per la testa! Abbiamo in programma 4 laboratori per i più piccoli: 2 saranno in collaborazione con OfficineAdda, altri 2 saranno all’interno di 2 eventi più strutturati a gennaio e marzo, in cui il nostro show-room ospiterà delle presentazioni e interventi di alcuni esperti in fatto di infanzia: di nutrizione, di psicologia, di educazione e naturalmente sul metodo Montessori.
Ecco il calendario dei nostri laboratori:

– 🌟25 o 26 gennaio: Il tavolo luminoso: i mille usi nel metodo Reggio Children. Laboratorio per i bambine e le bambini e interventi di esperti per i genitori durante il week end.

🎭15 febbraio: Colora e decora la tua maschera di carnevale.

– 🌟21 o 22 marzo: Il tavolo luminoso: i mille usi nel metodo Reggio Children. Laboratorio per i bambine e le bambini e interventi di esperti per i genitori durante il week end.

– 🐇28 marzo: Decorazione della carta con rullo e biglietti d’auguri personalizzati. Aspettando la Pasqua.

– 🥦18 aprile Le rose nell’insalata, laboratorio ispirato a Munari.

Che ne dite del nostro programma per Natale 2019 e per il 2020? Nini, nati con le ali, sono mobili Montessori…e molto di più.

giocare coi colori

I libri che consigliamo possono essere di spunto per sperimentare e giocare con i colori, mischiarli, sovrapporli anche sul nostro Tavoluccico, il tavolo luminoso! Questo piano luminoso per bambini e bambine si ispira a quelli realizzati negli atelier creativi delle scuole di Reggio Emilia.

Il primo è un grande classico della letteratura per l’infanzia, Piccolo blu e piccolo giallo, di Leo Lionni. Una bella storia di amicizia fra due pallini, uno blu e l’altro giallo, che quando si abbracciano diventano verdi, tanto che le rispettive famiglie non sanno riconoscerli. Sembra un libro spensierato e anche un po’ stupido, ma improvvisamente diventa profondo e impegnativo. Confesso che alla prima lettura sono rimasta spiazzata. Soprattutto nel momento, degno di una tragedia greca, in cui i genitori non riconoscono i figli! Ma state tranquilli, bambine e bambini non si impressionano tanto quanto una mamma! Sfiora temi come diversità, identità, accoglienza… che sta all’adulto presentare al bambino durante la lettura, quando è il momento… Con i più piccoli, invece, il libro è un ottimo strumento per approcciare i colori primari e i derivati, le sovrapposizioni, le mescolanze, magari proprio giocando su un piano luminoso per bambini.

Il secondo libro per bambini è una scoperta recente, di Javier Sáez Castán, La merienda del señor Verde. Un giorno il signor Verde invita a casa sua il signor Giallo, il signor Blu, il signor Porpora ecc… e con loro apre una porta misteriosa che li conduce a un mondo multicolore. Un testo un po’ magico, in cui i personaggi, dopo un iniziale disorientamento, faranno insieme scorpacciate di marmellate di tutti i colori (e sapori). I personaggi si ispirano poeticamente agli esseri umani dipinti da René Magritte.

Infine, un terzo libro che suggeriamo è Il corpo umano. Scheletro, muscoli e organi: un caleidoscopio di colori.
Questo volume, per bambini più grandi, è decisamente complesso, ma molto interessante. Disegni del corpo umano, intricatissimi e incomprensibili a occhio nudo, si svelano ancora una volta nel giocare coi colori: con l’osservazione attraverso lenti colorate.

bambino gioco sviluppo

Gioco e sviluppo del bambino sono strettamente connessi. Un bambino che gioca, infatti, osserva, sperimenta, scopre, ascolta, si relaziona. Di conseguenza, cresce. Abbiamo intervistato un’educatrice specializzata in psicomotricità per capire come funziona questo meccanismo.

Gioco e sviluppo

 

Quando nasce un figlio, l’idea di potere ricominciare a giocare può essere entusiasmante. Chi pensa alla pista delle macchinine, chi alle Barbie e chi ai Lego. Chi si dice “finalmente potrò comprare il Dolce-forno Harbert e capire come funziona”!

Quando arriva il momento però si capisce che la scelta dei giochi è una scelta educativa, dal momento che gioco e sviluppo del bambino sono strettamente connessi. La scelta dei giochi come oggetti da comprare o regalare, ma anche l’attività di giocare con i propri figli e le proprie figlie, a casa o all’aperto. Perché un bambino, quando gioca, cresce: impara dall’immedesimazione, dall’immaginazione, dall’empatia, dalla sperimentazione.

Noi amiamo giocare, e lo facciamo anche con i nostri mobili, quindi ci siamo interrogate molto su questo tema. E ne abbiamo parlato con Natalia De Armas, un’educatrice specializzata in psicomotricità.*

Maria Montessori diceva che ‘il gioco è il lavoro del bambino’, cosa significa per te?

Il gioco è alla base della conoscenza, perché è il principale strumento di espressione dei bambini, da cui acquisiscono nozioni su se stessi, gli altri e il mondo.

Il gioco insegna a apprendere, a orientarsi nello spazio e nel tempo, a manipolare e costruire, a stabilire relazioni e a comunicare. Ma non solo. Il gioco consente di comprendere e capire il proprio corpo in relazione agli altri e allo spazio. È quindi un elemento privilegiato e indispensabile per lo sviluppo integrale del bambino perché include la dimensione motoria, cognitiva, affettiva e sociale.

Quando il bambino gioca con l’adulto

 

La condivisione di alcuni momenti di gioco durante la giornata con una persona adulta, sia esso genitore o un’altra figura come un insegnante un nonno o altro parente, è molto importante.

Sappiamo bene che i ritmi della società ci impongono una riduzione del tempo dedicato al gioco condiviso, libero da distrazioni come cellulare, televisione o lavoro, ma gli adulti rimangono un punto di riferimento fondamentale per i più piccoli.

È l’adulto, infatti, che deve garantire le condizioni di sicurezza dello spazio e dei materiali dedicati al gioco, ma anche la trasmissione di conoscenza. Un bambino piccolo ha bisogno di momenti in cui essere accompagnato da un adulto nel gioco. Ciò gli è necessario per acquisire sicurezza, capire l’importanza delle regole, imparare a relazionarsi con l’altro.

Crescendo diventerà sempre più importante la relazione e il gioco con i coetanei, imparando il confronto alla pari, la condivisione e la gestione del disagio e della rabbia.

Quando il bambino gioca da solo

 

D’altro canto, però, i bambini per crescere devono anche imparare a giocare da soli. Senza la costante presenza di qualcuno che li aiuti possono sviluppare strumenti e sistemi per non annoiarsi.

Ed è vero, infatti, che la noia stimola la fantasia! Perché aiuta l’immaginazione e il libero fluire di pensieri, allenando la creatività.

Una caratteristica del nostro design è l’attenzione agli stimoli. Ma per farlo abbiamo scelto materiali e forme semplici. Per un’attenzione alla sostenibilità, ma anche perché ci sembrava la scelta più adeguata.  

Sembra quasi una contraddizione, ma forse materiali più tecnologici potrebbero stimolare di più il bambino?

Il mondo è in continua evoluzione tecnologica, ma questa tecnologia non è strettamente necessaria per i bambini, almeno fino ai 6 anni.

I giochi non tecnologici e non figurativi, che lasciano lo spazio alla fantasia, allo sviluppo delle proprie inclinazioni, che risvegliano immaginazione e creatività, sono strumenti ben più adeguati.

Viva i giochi semplici!

 

Del resto ci ricordiamo anche noi che da piccoli una scatola poteva essere un’auto, un aereo, un nascondiglio. Una sedia o un tavolo potevano diventare una grotta, una casa o un treno**. Un libro senza testo, che contiene solo immagini, può raccontare tante storie quante le persone che lo leggono.

Il bambino che gioca sta crescendo, ma quanti e quali giochi servono per crescere?

Molto spesso crediamo che siano necessari molti giochi, ma le cose di tutti i giorni possono far giocare i bambini per ore e ore. Alcuni semi, un po’ di terra, una pentola, un tavolo, un panno, una corda o il letto stesso del bambino. Basta poco a liberare creatività e fantasia, favorendo lo sviluppo nel suo complesso. Sperimentare e giocare con la luce, le forme e i colori, può essere un’attività educativa dai mille risvolti.

Al contrario, invece, sta aumentando l’uso di giochi in cui i bambini sono semplicemente spettatori, o che cercano di stimolare precocemente i bambini.

Non esagerare con giochi tecnologici e iper stimolanti

 

Sdraiette autovibranti, giochi dai mille suoni e musichette, luci colorate, rendono il bambino passivo e contribuiscono a creare dipendenza. Per i bambini che utilizzano questo genere di giochi, sarà più facile annoiarsi senza uno stimolo sonoro o visivo a portata. Avremo sempre più a che fare con bambini in sovrappeso, con difficoltà comportamentali, con deficit di attenzione e altre difficoltà.

È giusto cercare di tranquillizzare a ogni costo i bambini particolarmente vivaci?

A volte il costante movimento del bambino manda in allarme i genitori, e si ricorre a stratagemmi per tenerli tranquilli. Tablet, televisione o altri strumenti tecnologici hanno il potere di “ipnotizzare” il bambino fin dalla tenera età. Un potere che, però, se non viene accuratamente “dosato”, può portare a dipendenza e incapacità di gestire tempo e gioco in assenza di questi mezzi.

Noi adulti dobbiamo ricordarci che non è sempre necessario contenere la vivacità. A volte possiamo seguire le cavalcate immaginarie dei nostri bambini e lasciarci travolgere! Può essere esaltante anche per noi, ricordandoci che così parteciperemo attivamente alla loro crescita, divertendoci.

 

*Natalia ha sviluppato la sua professione in ambito socio-educativo con bambini da 0 a 3 anni e le loro famiglie, offrendo workshop sul legame, il gioco e lo sviluppo psicomotorio in contesti di vulnerabilità sociale. Ha lavorato anche nell’area clinica con bambini dai 2 ai 16 anni di età con difficoltà scolastiche, motorie, relazionali e comportamentali e diverse patologie come la sindrome di Down, l’agenesia del corpo calloso, il disturbo dello spettro autistico, eccetera.

**a questo proposito leggete La sedia blu, ed. Illustrata Babalibri di Claude Boujon.

libreria montessori

Perché una libreria montessori, frontale, nella cameretta, può essere uno stimolo importante per il bambino?

Perché gli propone i libri, fin dalla più tenera età, come compagni di gioco: riconoscibili, familiari, accessibili. In questo modo i libri diventeranno compagni di crescita importanti, fonte di conoscenza, ispirazione e immaginazione.

L’importanza della lettura nella prima infanzia.

Molti studi scientifici dimostrano quanto sia importante la lettura per i bambini, per sviluppare attenzione, empatia, curiosità. Aiuta a sviluppare il linguaggio, arricchisce il vocabolario. Ma, a parte la scienza…

Leggere con i propri figli è bello!

Abbracciarli e ritrovare quel momento di intimità, quando loro si lasciano cullare dalla tua voce e tutti insieme si va alla scoperta di una nuova dimensione, che aiuta la tranquillità, la concentrazione e crea un linguaggio comune.
Per noi questo è un momento quotidiano molto prezioso, e a dirla tutta anche una strategia nei momenti di crisi familiare quando i decibel superano la soglia della tolleranza e la situazione sembra sfuggirci di mano.

Impugnare un libro diventa un’arma a favore del relax, della concentrazione, della tranquillità.

Leggere e rileggere tante volte.

Ogni bambino ha i suoi libri preferiti che conosce a memoria: rileggere la stessa storia infinite volte tranquillizza, aiuta la comprensione e l’elaborazione dei concetti.

La ripetizione è il segreto della perfezione.

Lo diceva già Maria Montessori in La scoperta del bambino. Fare e ripetere per il bambino è fondamentale, sia nelle azioni, che piano piano acquisiranno sicurezza e saranno sempre più precise, sia nell’ascolto e nella lettura.

Mano a mano, rileggendo, sfogliando, osservando le illustrazioni, il libro acquisirà per il bambino sempre più significato.

Nella nostra serie di mobili non poteva mancare Leggola, la libreria montessori.

La libreria frontale è uno strumento indispensabile per i bambini non ancora capaci a leggere, perché possono scegliere autonomamente i libri guardando la copertina. È infatti un mobile che si trova in tutte le scuole dell’infanzia e negli asili nido.

Sfruttando la sua forma abbiamo pensato di rendere la nostra libreria montessoriana veramente tridimensionale, con qualcosa in più, dando la possibilità di un utilizzo del retro.
Davanti l’immaginazione parte dai libri, dietro parte dal gioco simbolico: una casetta per le bambole, o un garage, o una fattoria…per immaginare altre storie.

Autonomia e sicurezza.

L’esercizio dell’autonomia è importantissimo, scegliere da soli fa sentire grandi, consapevoli. Spesso infatti i cosiddetti “capricci” dei bambini sono semplicemente desideri di autonomia non realizzati. La possibilità di avere un mobile alla propria misura, accessibile e sicuro, permette ai bambini di realizzare il loro desiderio di autonomia, lasciando ai genitori la tranquillità della sicurezza.

cameretta montessori

Le filastrocche e le cantilene aiutano la memoria e la concentrazione, e aiutano a imparare parole nuove, anche in lingue straniere.

Ecco le filastrocche della nostra community!

 

Row, row, row your boat
Gently down the stream,
Merrily merrily, merrily, merrily
Life is but a dream

Row, row, row your boat
Gently down the brook,
If you catch a little fish
Please let it off the hook

———————–

Round and round the garden
Chasing teddy bears.
One step, two step,
Three step, tickley everwhere!
Round and round the mulberry bush,
Like a little hare,
One Step, two step,
Tickly under there!

——————-

Mary, Mary, quite contrary,
How does your garden grow?
With silver bells, and cockle shells,
And pretty maids all in a row.

—————-

Twinkle, twinkle, little star,
How I wonder what you are!
Up above the world so high,
Like a diamond in the sky.

When this blazing sun is gone,
When he nothing shines upon,
Then you show your little light,
Twinkle, twinkle, through the night.

Then the traveller in the dark
Thanks you for your tiny spark;
He could not see where to go,
If you did not twinkle so.

In the dark blue sky you keep,
And often through my curtains peep,
For you never shut your eye
Till the sun is in the sky.

As your bright and tiny spark
Lights the traveller in the dark,
Though I know not what you are,
Twinkle, twinkle, little star.

———————–

Ainsi font, font, font,
Les petites marionnettes,
Ainsi font, font, font,
Trois p’tits tours et puis s’en vont.

Les mains aux côtés,
Sautez, sautez, marionnettes,
Les mains aux côtés,
Marionnettes, recommencez.

Mais elles reviendront,
Les petites marionnettes,
Mais elles reviendront,
Quand les enfants dormiront.

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Tombolo Dondolo sul muro sedeva,
Tombolo Dondolo dal muro cadeva;
e non bastarono a metterlo in pié
tutti gli uomini e i cavalli del Rè.

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Dondola dondola il cavallino
porta in sella l’allegro bambino
insieme cavalcano verso il tramonto
e si preparan per il giro del mondo,
insieme cavalcano incontro alla sera
attraversano i monti e la selva più nera.
In mezzo al deserto o nel mare aperto fra cow – boys ed indiani
nei villaggi africani
o fra le rovine degli antichi egiziani,
in mezzo alle umide risaie cinesi
visitano insieme civiltà e paesi.
Sfidano mostri, stregoni e draghi
grazie a pozioni di potenti maghi
ed ogni avventura è una grande occasione
per far correre libera l’immaginazione.

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il cavallo del vecchietto va zoppetto, va zoppetto
il cavallo del giovanotto va a trotto, va a trotto
il cavallo del mio compare come il vento sa … volare!!

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C’era una volta il tonnetto Totonno
che ogni mattina cascava dal sonno,
mentre la sera per farlo dormire
la mamma tonna doveva impazzire.
Il babbo tonno con voce profonda
cantava ninna sul ritmo dell’onda,
ma un occhio solo chiudeva Totonno
mentre suo padre moriva di sonno.

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Su su su cavalo
La mama è andata al balo
Con le tetine piene
Per darle a le putele
Le putele no le vol
Pichete pachete sul culon!

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Trotta trotta cavallino
per la strada del mulino
il mulino non c’è più
trotta trotta cadi giù!

telaio allacciature montessori

Mettersi le scarpe, togliersi le scarpe, allacciare le scarpe…da soli. Una scena quotidiana con i nostri figli che diventa un’attività Montessori.

Zoppicare alzando un piede, cadere, provare per terra, rialzarsi per far entrare bene il piede, poi passare all’altro…Poi non è finita: “mamma, la scarpa è nel piede giusto?…no! E si ricomincia da capo!

La quotidianità e lo stress

Inevitabilmente in queste situazioni si finisce per farsi prendere dalla fretta, scegliendo noi genitori le scarpe giuste, infilandole e allacciandole noi al posto dei nostri figli. Questo rituale sarà stressante per noi, presi dalla fretta e dalle scarpe da allacciare, e per i piccoli sarà un’occasione persa per rendersi autonomi, affinare la coordinazione oculo-manuale allacciandosi le scarpe, e capire come scegliere l’abbigliamento, le scarpe e la giacca adatti al clima del giorno.

Il giusto tempo ai bambini

In questo caso il consiglio di educatori e pedagogisti è di arrivare 15 minuti prima a questo momento, per concedere al bambino il giusto tempo per svolgere questo “lavoro” in serenità con la giusta concentrazione.

telaio-allacciature-montessori-bambini

Per questo, progettando i mobili Nini, abbiamo ritenuto fondamentale una soluzione spogliatoio per l’ingresso, con una cassapanca contenitore e degli appendini.

Con Pepetta è facile: ci si siede, ma non solo: aiuta l’ordine e a sviluppare la motricità fine.

È una cassapanca a misura di bambino, per scegliere le proprie scarpe, calzarle, e rimetterle a posto in autonomia. E mentre si aspetta che mamma o papà mettano le loro, si può far pratica infilando, annodando, attorcigliando…con tanti lacci colorati.

Io ricordo bene quando papà mi ha insegnato ad allacciare le scarpe, avevo circa quattro anni, è stato un momento magico, una grande conquista. Mettersi le scarpe da soli e allacciarle può essere una vera conquista!

Vestirsi da soli, a che età?

Il guardaroba e la zona spogliatoio ad altezza bambino permettono di scegliersi in autonomia i propri vestiti e imparare a gestili! Verrà fuori qualche abbinamento bizzarro, ma la possibilità di poter esprimere i propri gusti e le proprie preferenze, sarà una molla per imparare a vestirsi da soli, per capire cosa è sporco e cosa è ancora pulito, come ripiegare e prendersi cura dei propri indumenti.

A che età si può proporre questa attività? Dall’anno e mezzo sicuramente i bambini iniziano a dimostrare interesse per questo genere di attività e possono iniziare a sperimentare, infilare una maglietta, provare a piegarla…per fare questo però ci vuole un tavolino, una sedia e una zona spogliatoio all’altezza giusta!

mi vesto da solo

Grazie a Mio-mio che nella cameretta allestita alla fiera MondoCreativo 2019 di Bologna ha inserito la nostra Pepetta con questa spiegazione perfetta.

Vestirsi da soli. Ma…cosa mettere?

Spesso i bambini insistono a voler indossare la giacca invernale preferita a luglio, o le galosce con una giornata di sole…ma come per tutti gli aspetti della vita, dando una spiegazione semplice, razionale, ma soprattutto condivisa, diventa più facile evitare il conflitto e scegliere l’abbinamento giusto.

montessori e l'autunno

Un’attività Montessori da fare a casa

A questo proposito una proposta di lavoro di ispirazione Montessori da poter facilmente organizzare a casa è il calendario delle stagioni con i vestiti. Spesso vediamo il cerchio diviso nelle 4 stagioni, con disegnata la frutta e la verdura, o semplicemente l’albero nelle 4 fasi stagionali: in fiore, con i frutti, le foglie gialle e infine spoglio. Proviamo ad aggiungere per ogni spicchio gli indumenti giusti. Sarà un modo semplice, con un forte impatto visivo, che aiuterà anche i più piccoli nella scelta dei vestiti giusti per ogni stagione.

Noi l’abbiamo fatto così.

vestirsi da soli

 

Come aiutare il bambino a rendersi autonomo?

Come aiutare il bambino a rendersi autonomo?

Il momento di spiccare il volo prima o poi arriva per tutti. Già da piccolissimi i bambini hanno la voglia di fare da soli, è l’istinto! Sono macchine di apprendimento i bambini, e anche i bebè!

È la conquista della maturità, quando il piccolo comincia a essere in grado di nutrirsi da solo, di esplorare le zone intorno al nido, di farsi adulto e forte. Per la specie umana questo è un processo lungo anni, ma anche per i nostri cuccioli in qualche modo deve cominciare. Come?

Incoraggiare l’autonomia

Un modo molto semplice è quello di incoraggiarli a fare da soli e ricompensarli con uno sguardo di soddisfazione e un “ce l’hai fatta!” .

Un esempio pratico: apparecchiare la tavola

Il bambino già a tre anni può aiutare a portare in tavola quello che serve per la cena in famiglia. Non si tratta soltanto di abituarsi in fretta a “dare una mano in casa”. L’apparecchiatura della tavola, infatti, può avere una funzione educativa e diventare un bellissimo gioco. Se l’idea vi turba (un bambino così piccolo messo al lavoro!) sappiate che in molti asili nido e nelle scuole dell’infanzia lo fanno da tempo e funziona benissimo. Vediamo perché.

Imparare a mettere la tovaglia e poi sopra gli altri oggetti in un certo ordine preciso è un esercizio per il pensiero logico e matematico. Si deve capire che cosa mettere in tavola prima e che cosa dopo, contare il numero dei piatti e dei commensali, ricordarsi l’ordine delle portate e la disposizione degli oggetti che servono per mangiarle. Bisogna quindi essere concentrati e attenti. Inoltre, per apparecchiare si usano le mani, e questo non è affatto secondario. Imparare a maneggiare con cautela gli oggetti, la brocca dell’acqua per esempio, esercita l’equilibrio e le abilità motorie (e pazienza se le prime volte si versa un po’ d’acqua sul tavolo!).

Maria Montessori riteneva questo esercizio importante non solo dal punto di vista fisico, perché lo sviluppo della motricità era per lei propedeutico a ogni apprendimento.

le mani sono gli strumenti propri dell’intelligenza dell’uomo

scriveva infatti.

Autonomia e autostima

Infine, e in generale, la conquista dell’autonomia e la sensazione di aver partecipato alla costruzione di un momento comune rende sicuri di sé, orgogliosi delle proprie capacità, e fieri di ricevere la stima e la fiducia di papà e mamma.

Esercizi di vita pratica

E non si tratta solo di apparecchiare. Forme di “playful learning” o, come le chiamava Maria Montessori: esercizi di vita pratica, possono essere create in molte situazioni: imparare ad allacciarsi le scarpe, a vestirsi da solo, a innaffiare le piante di casa. Per noi adulti sono esercizi banali, ma i bambini avranno la sensazione di giocare in maniera costruttiva, e sarà per loro fonte di soddisfazione ricevere un incoraggiamento o un complimento quando i loro sforzi e il loro impegno avranno prodotto il risultato sperato.

Le perplessità dei genitori.

Ammettiamolo, osservare un figlio piccolo che si muove in autonomia fa un po’ paura e a volte crea qualche disagio. Significa lunghe attese quando prova a mettersi i pantaloni al contrario, quando qualche oggetto fragile ogni tanto si rompe, e l’impossibilità di aiutarlo o di sostituirsi a lui quando ci ha preso gusto e vuole per forza, ostinatamente, fare tutto da solo.

Come non perdere la pazienza

L’importante è avere chiaro che è un processo normale, e che il disagio durerà solo un po’. Verrà ricompensato, perché in fretta si tradurrà in maggiore libertà per tutti.

Scommettiamo che appena smetteremo di avere paura e incoraggeremo i nostri figli a cavarsela da soli, cioè a spiegare le proprie ali, anche noi non vorremo più smettere di farlo?

Per noi di Nini l’autonomia è uno dei principi base del nostro design.

Ninnanì, il nostro lettino basso, da cui il bambino può entrare e uscire da solo, la libreria Leggola, per scegliere autonomamente i libri. La cassapanca Pepetta, che assieme agli appendini Tacatac, è la soluzione perfetta per arredare l’ingresso in versione baby-friendly. Oltre ad avere finalmente scarpe e giacche in ordine, il pannello delle allacciature sarà di stimolo per imparare ad allacciarsi le scarpe, avendo una base su cui “allenarsi”.